Monza: città d’arte

Che cosa offre Monza sotto il profilo artistico? Certamente un patrimonio di grande valore che vogliamo brevemente sintetizzare attraverso una veloce “passeggiata virtuale”, nella speranza di invogliare monzesi e non a visitare e conoscere chiese, musei e monumenti della nostra città.

Abitata sin da epoche remote, Monza fu importante centro in epoca romana, come testimoniano i resti del Ponte Arena, visibili presso il Ponte dei Leoni. Con le invasioni barbariche, i goti lasciarono traccia del loro passaggio nei pressi del Duomo, la basilica di San Giovanni Battista edificata a partire dal 595 dalla regina Teodelinda. I Longobardi fanno di Monza un importante sede, con il palazzo della regina e l’oraculum, arricchito dai preziosi tesori e dalle reliquie tuttora conservati nel Museo del Tesoro del Duomo e testimonianza fondamentale dell’arte longobarda, tra cui la celebre Chioccia con i pulcini. Altro fondamentale gioiello della storia monzese, pezzo pressoché unico al mondo, è la Corona Ferrea, che racchiude in sé il valore religioso della reliquia della Croce di Cristo e il valore storico del simbolo del Regno d’Italia, usata, tra gli altri, da personaggi del calibro di Carlo V e Napoleone Bonaparte.

La città medievale si arricchisce di edifici religiosi e civili: l’Arengario, il palazzo civico eretto nella seconda metà del XIII secolo, le chiese di Santa Maria al Carrobiolo e di San Pietro Martire, testimoni del passaggio dall’architettura romanica al gotico, la cui piena maturazione si realizza nella ricostruzione trecentesca del Duomo con la splendida facciata marmorea di Matteo da Campione e nella realizzazione della chiesa di Santa Maria in Strada, dal tipico gusto gotico-lombardo. Tralasciando le importanti testimonianze della pittura giottesca, ben presente nelle chiese monzesi, il gotico trionfa nelle opere di Michelino da Besozzo e degli Zavattari, cui si deve il ciclo con le Storie di Teodelinda in Duomo, uno dei più importanti capolavori del gotico cortese.

Il Rinascimento lascia, tra le altre opere, uno splendido San Gerardo di Bernardino Luini, oltre ai preziosi arazzi con Storie del Battista e alle testimonianze, ormai orientate al Manierismo, del secondo Cinquecento, a partire dal grandioso Albero della Vita di Giuseppe Arcimboldo. L’ultimo periodo del secolo vede l’arrivo a Monza delle opere di Simone Peterzano, maestro di Caravaggio in Lombardia, mentre nel primo Seicento è attivo Gugliemo Caccia detto il Moncalvo, che lascia opere di grande bellezza tra cui le pale conservate al Carrobiolo. Il Seicento vede anche il rinnovamento di molte chiese, Duomo compreso, e l’avvio di quella particolare scuola dei quadraturisti monzesi che rivestiranno gli edifici sacri delle loro fantastiche architetture dipinte, a partire dal Castellino.

Il barocchetto lombardo trova a Monza terreno fertile, come dimostra la presenza di un pittore della levatura di Carlo Innocenzo Carloni, attivo in Duomo e in Santa Margherita, chiesa annessa al convento omonimo dove visse la Signora di Monza, suor Virginia Maria de Leyva nota a tutti come la Gertrude manzoniana. Monza diviene poi, con il Piermarini, capitale del Neoclassicismo: la Villa Arciducale, edificata a partire dal 1777, fa della città una piccola Versailles, mentre nei Giardini Reali l’architetto inventa un precoce esempio di giardino romantico all’inglese. Da non dimenticare, poi, l’attività monzese di Giocondo Albertolli e di Andrea Appiani, attivo quest’ultimo sia presso la Villa Reale che presso il Duomo.

Napoleone ed Eugenio Beauharnais “regalano” a Monza nel 1805 il Parco Reale, ancora oggi il più grande parco cintato d’Europa, esempio unico di architettura del paesaggio con le creazioni dell’architetto ticinese Luigi Canonica. L’Ottocento rende Monza una grande città industriale, patria della produzione del cappello, mentre sotto il profilo artistico fiorisce una scuola di pittori capeggiata da Mosè Bianchi; sul finire del secolo, con i frequenti soggiorni del re Umberto I e della regina Margherita, Monza è all’avanguardia nel campo dell’architettura, con la diffusione dello stile Liberty, qui chiamato “Margherita” in onore della sovrana, e del cosiddetto Eclettismo, ben rappresentato dagli Appartamenti Reali in Villa e dalla Cappella Espiatoria, edificata sul luogo dove il 29 luglio 1900 Umberto viene assassinato.

Arte a Monza

Monza e la Brianza sono territori ricchi di opere d’arte di ogni epoca, dalle antiche testimonianze dei popoli preromani sino alle più moderne tendenze dell’arte contemporanea. ilmonzese vuole indagare questi fenomeni...